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Si torna a parlare di numeri identificativi per le Forze di polizia in servizio di ordine pubblico

Numeri identificativi polizia

Nuova Proposta di Legge per l'identificazione del personale delle Forze di polizia in servizio di ordine pubblico.

Data di pubblicazione
15 Dicembre 2018

Nella seduta n. 80 del 09 novembre 2018 è stata annunciata la presentazione, da parte dell’Onorevole Nicola Fratoianni (LEU), del disegno di legge A.C. 1351 avente per oggetto “Disposizioni in materia di identificazione del personale delle Forze di polizia in servizio di ordine pubblico”. 1

Il testo ufficiale del disegno di legge, che ha natura ordinaria e risulta ancora da assegnare, non è ancora disponibile e quindi non si conosce. Ma Fratoianni non è nuovo al tema in quanto già nella scorsa legislatura aveva presentato un disegno di legge dal titolo analogo e che nei contenuti nulla fa pensare essere differente da quello appena presentato.

La proposta di allora recitava:

“…A tale fine si propone che l’operatore delle Forze di polizia che sia impiegato in servizi di ordine pubblico e non indossi l’uniforme prescritta sia tenuto a portare indumenti (giacche, pettorine o altro idoneo) che lo identifichino univocamente e a distanza come appartenente alle Forze dell’ordine, evitando, così, che si generino equivoci o confusioni che, nella tensione inevitabile di talune manifestazioni di piazza, potrebbero acuirla o, comunque, portare a gravi disordini. 
Si propone, inoltre, che i funzionari responsabili indossino sempre e comunque la sciarpa tricolore, come previsto dal decreto del Ministro dell’interno 19 febbraio 1992, che determina le caratteristiche delle divise degli appartenenti alla Polizia di Stato. Tale segno di riconoscimento (o un altro analogo previsto dai regolamenti, purché molto evidente anche a distanza) dovrà essere indossato anche sull’uniforme da parte di chi dirige le operazioni. 
Infine, la presente proposta di legge rende obbligatoria l’identificazione del personale che indossa il casco protettivo mediante l’applicazione di contrassegni univoci sullo stesso.” Si propone, inoltre, che i funzionari responsabili indossino sempre e comunque la sciarpa tricolore, come previsto dal decreto del Ministro dell’interno 19 febbraio 1992, che determina le caratteristiche delle divise degli appartenenti alla Polizia di Stato. Tale segno di riconoscimento (o un altro analogo previsto dai regolamenti, purché molto evidente anche a distanza) dovrà essere indossato anche sull’uniforme da parte di chi dirige le operazioni. 
Infine, la presente proposta di legge rende obbligatoria l’identificazione del personale che indossa il casco protettivo mediante l’applicazione di contrassegni univoci sullo stesso.” 2

Vedremo se nei prossimi giorni la nuova proposta di legge sarà differente o ricalcherà quella presentata nel 2015. In ogni caso è immaginabile prevedere che il contenuto non vedrebbe favorevole solo la sinistra di LEU. Già nei primi mesi del 2017 in Commissione Affari Costituzionali, durante la discussione sul decreto legge sulla sicurezza urbana, il M5S aveva presentato un emendamento che prevedeva che sulla divisa delle forze dell’ordine venisse “apposto un codice identificativo univoco di squadra” che fosse visibile “a distanza di almeno 15 metri e anche in condizioni di scarsa visibilità”.

Non è stato il primo caso in cui il movimento ha manifestato il proprio interesse ad introdurre la norma come si può vedere da questo video del 2013:

I sindacati di categoria non sono mai stati d’accordo con la necessità di identificazione del personale delle FF.OO. durante i servizi di ordine pubblico:

 

“Numeri identificativi per ‘schedare i poliziotti? No grazie. Donne e uomini in divisa pagano già un tributo troppo alto perché la loro incolumità fisica e mentale venga messa ulteriormente a repentaglio dall’ennesimo bersaglio che si vuole piazzare sul loro petto. Dobbiamo constatare purtroppo come da Amnesty giungano sempre interventi che partono dal solito abominio concettuale: non è dagli operatori delle Forze dell’ordine che i cittadini devono essere difesi. I poliziotti non fanno altro se non stare al servizio dei cittadini, delle istituzioni, dello Stato. I poliziotti, come diciamo sempre, non sono buttafuori da strada, l’uso della forza è l’estrema ratio cui devono ricorrere per difendere se stessi e gli altri; e deve essere ben chiaro a tutti che aggredire un operatore delle Forze dell’ordine non si può, è un reato, e non può in alcun modo essere ammesso, tollerato, giustificato.  3

  • 1. Atto Camera: 1351. Proposta di legge: FRATOIANNI e PALAZZOTTO: “Disposizioni in materia di identificazione del personale delle Forze di polizia in servizio di ordine pubblico”.
  • 2. Proposta di Legge d’iniziativa dei deputati FRATOIANNI, SCOTTO, FERRARA, DANIELE FARINA, DURANTI, PIRAS, QUARANTA, COSTANTINO. Disposizioni in materia di identificazione del personale delle Forze di polizia in servizio di ordine pubblico. Presentata l’8 aprile 2015.
  • 3. Comunicato FSP Polizia di Stato.